#4 — Le parole che l’Italia ha regalato al mondo · Italy’s gifts to the world

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A2 · Elementare
Short sentences, with an English glossary.

Ciao e benvenuto/a su Italy Explained! Io sono Riccardo e questo è il quarto episodio della serie. Sul canale YouTube Italy Explained trovi anche la versione video di questo episodio.

Banca, opera, piano, paparazzi: conosci queste parole? Sono parole italiane, ma oggi le usano persone di tutto il mondo. Vediamo da dove vengono. Buona lettura!

I mercanti e la banca

Nel Medioevo città come Firenze e Venezia erano molto ricche. I mercanti italiani, cioè le persone che compravano e vendevano, viaggiavano in tutta Europa. Spesso prestavano soldi, anche ai re. Lavoravano in piazza, dietro a un tavolo: il banco. Da questa parola è nata banca, che oggi si dice in modo simile in molte lingue.

«All’arme!»

Nel Medioevo c’erano molte guerre. Quando arrivava il nemico, le persone gridavano: «All’arme!», cioè «Prendete le armi!». Da questo grido è nata la parola alarm. Quindi anche la tua sveglia parla un po’ italiano!

Votare con le palline

Per secoli, fino al 1797, Venezia è stata una repubblica. Non aveva un re: il capo della città era il doge. Per scegliere il doge, i veneziani usavano piccole palline: le ballotte. Da qui viene la parola inglese ballot, il voto. In italiano è rimasta la parola ballottaggio: il secondo voto in alcune elezioni, per esempio per scegliere il sindaco.

L’arte e la musica

Nel Rinascimento molti artisti stranieri sono venuti in Italia per studiare. Una parola che hanno portato a casa è affresco: una pittura sul muro, fatta quando il muro è ancora fresco e bagnato.

Anche la musica parla italiano. L’opera è nata a Firenze intorno al 1600. Anche il pianoforte è nato a Firenze, intorno al 1700. Il primo nome era “gravicembalo col piano e forte”, perché poteva suonare piano, con poco volume, e forte. Oggi in molte lingue si dice solo piano.

Il cinema

Nel 1960 Federico Fellini ha fatto un film di grande successo: La dolce vita. Nel film c’è un fotografo che corre dietro ad attori e attrici. Il suo cognome è Paparazzo. Da allora i fotografi come lui si chiamano paparazzi.

La Settimana della lingua italiana

Ogni anno, a ottobre, c’è la Settimana della lingua italiana nel mondo. È nata nel 2001 e la organizza il Ministero degli Esteri italiano. In tanti paesi, gli Istituti Italiani di Cultura, le ambasciate, le scuole e le università preparano incontri, film, concerti e lezioni sull’italiano. Quest’anno la Settimana è dal 19 al 25 ottobre e il tema è “Lingua geniale”: l’italiano come lingua per inventare e creare cose nuove. Proprio come le parole di questo testo! Forse c’è un evento anche nella tua città: puoi cercarlo sul sito dell’Istituto Italiano di Cultura più vicino.

Ti piace Italy Explained? Ogni domenica, nella newsletter gratuita, trovi una storia da leggere in italiano: puoi iscriverti in fondo a questa pagina.

Glossario · Glossary

il mercante = merchant
prestare = to lend
il banco = counter, bench
il nemico = enemy
gridare = to shout
la sveglia = alarm clock
il ballottaggio = runoff (election)
bagnato = wet
il cognome = surname

Mettiti alla prova

Esercizi

1. Vero o falso?

Leggi le frasi e scrivi Vero (V) o Falso (F).

1. I mercanti italiani lavoravano dietro a un banco.

2. Venezia aveva un re.

3. L’affresco si fa su un muro bagnato.

4. L’opera è nata a Roma.

5. Paparazzo è il cognome di un fotografo in un film.

2. Completa con le parole date

banco · sveglia · palline · muro · fotografo

1. Il __________ è il tavolo dei mercanti.

2. La __________ suona ogni mattina.

3. A Venezia votavano con piccole __________.

4. L’affresco è una pittura sul __________.

5. Paparazzo è un __________.

3. Inizio e fine

Abbina l’inizio (1–4) e la fine (a–d) di ogni frase.

1. Da “banco” è nata…

2. Da “All’arme!” è nata…

3. Il pianoforte poteva suonare…

4. Nel 1960 Fellini ha fatto…

a) la parola alarm. · b) un film di grande successo. · c) la parola banca. · d) piano e forte.

Mostra soluzioni
1. Vero o falso?

1. V · 2. F · 3. V · 4. F (a Firenze) · 5. V

2. Completa con le parole date

1. banco · 2. sveglia · 3. palline · 4. muro · 5. fotografo

3. Inizio e fine

1c · 2a · 3d · 4b

B1/B2 · Intermedio
The full story, in everyday Italian.

Banca, opera, piano, paparazzi: probabilmente conosci già queste parole. Sono parole che, in momenti diversi della storia, sono partite dall’Italia e hanno fatto il giro del mondo. Le parole, infatti, viaggiano con le persone: con i mercanti, con gli artisti, con i musicisti. E ognuna porta con sé un pezzo di storia.

Il Medioevo: mercanti e guardie

Tra il Duecento e il Trecento l’Italia non era un paese unito, ma un insieme di città e piccoli stati indipendenti. Alcune città, come Firenze, Genova e Venezia, erano tra le più ricche d’Europa, e il fiorino d’oro di Firenze si usava in tutto il continente.

I mercanti italiani viaggiavano ovunque e spesso cambiavano monete e prestavano soldi, anche a re e principi. Di solito lavoravano in piazza, seduti dietro a un tavolo: il banco. È proprio da lì che è nata la parola banca. Pensa che a Londra c’è ancora oggi Lombard Street, una strada che prende il nome dai mercanti e banchieri del Nord Italia che si erano stabiliti lì.

Le città italiane, però, erano anche spesso in guerra tra loro. Quando arrivava il nemico, si gridava «All’arme!», cioè «Prendete le armi!». Questo grido è passato in Francia e poi in Inghilterra, dove è diventato alarm. Insomma, ogni mattina la tua sveglia ripete un grido italiano di più di seicento anni fa.

Venezia: votare con le palline

Per secoli, fino al 1797, Venezia è stata una repubblica indipendente, la Serenissima, finita con l’arrivo di Napoleone. Non aveva un re, ma un doge eletto a vita, scelto con un sistema lunghissimo di votazioni ed estrazioni a sorte con piccole palline, le ballotte. Da queste palline viene l’inglese ballot, la scheda per votare. In italiano ci è rimasta la parola ballottaggio, che oggi indica il secondo turno di alcune elezioni, per esempio quelle per il sindaco.

Il Rinascimento: l’arte

Tra il Quattrocento e il Cinquecento in Italia lavoravano artisti come Leonardo, Michelangelo e Raffaello, e molti pittori stranieri venivano a studiare qui. Tornando a casa, portavano con sé nuove tecniche e nuove parole.

Una è affresco: una pittura fatta sul muro mentre l’intonaco è ancora fresco, cioè bagnato. Così i colori entrano nel muro e durano per secoli. La volta della Cappella Sistina, dipinta da Michelangelo tra il 1508 e il 1512, è un affresco. Un’altra è chiaroscuro, il contrasto tra luce e ombra che dà volume a una figura: gli storici dell’arte di tutto il mondo la usano in italiano.

La musica: dall’opera al pianoforte

Alla fine del Cinquecento, a Firenze, un gruppo di musicisti, poeti e studiosi si riuniva per discutere della musica dell’antica Grecia. Cercavano un modo di cantare in cui le parole si capissero bene. Da queste ricerche, intorno al 1600, è nato un nuovo spettacolo: l’opera, una storia raccontata interamente con la musica e il canto. In italiano opera significa semplicemente “lavoro”, ma nel mondo indica proprio questo spettacolo.

Circa un secolo dopo, sempre a Firenze, Bartolomeo Cristofori, costruttore di strumenti al servizio dei Medici, ha inventato il “gravicembalo col piano e forte”. A differenza del clavicembalo, poteva suonare piano o forte, a seconda di come si premevano i tasti. Col tempo il nome è diventato pianoforte e, in molte lingue, semplicemente piano. E ancora oggi, sugli spartiti di tutto il mondo, le indicazioni sono in italiano: allegro, adagio, crescendo.

Il Novecento: il cinema

Nel 1960 esce La dolce vita di Federico Fellini. Nel film c’è un fotografo che insegue le star in via Veneto, a Roma, per rubare una foto: si chiama Paparazzo. Sembra che Fellini abbia trovato questo cognome in un libro di viaggi inglese. Il film ha avuto un successo enorme e da allora, in tutto il mondo, i fotografi come lui si chiamano paparazzi.

Una lingua “geniale”

Proprio in questi giorni, dal 19 al 25 ottobre, si celebra la Settimana della lingua italiana nel mondo. È nata nel 2001 e la promuove il Ministero degli Esteri italiano: ogni anno, a ottobre, gli Istituti Italiani di Cultura, le ambasciate, le scuole e le università di tanti paesi organizzano incontri, conferenze, film, concerti e lezioni dedicati all’italiano. Il tema di quest’anno è “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”, cioè l’italiano come lingua dell’invenzione e della creatività. Le parole di questo episodio ne sono un buon esempio. Se ti interessa, guarda il sito dell’Istituto Italiano di Cultura più vicino a te: forse c’è un evento anche nella tua città.

E nella tua lingua, quali parole italiane usi senza pensarci? Se vuoi un po’ d’Italia ogni settimana, iscriviti alla newsletter gratuita: trovi il modulo in fondo a questa pagina.

Glossario · Glossary

cambiare monete = to exchange coins
prestare = to lend
il banco = counter, bench
stabilirsi = to settle
il nemico = enemy
la sveglia = alarm clock
l’estrazione a sorte = draw
il ballottaggio = runoff (election)
l’intonaco = plaster
l’ombra = shadow
il canto = singing
il tasto = key
lo spartito = (music) score
inseguire = to chase
il cognome = surname

Mettiti alla prova

Esercizi

1. Vero o falso?

Leggi le frasi e scrivi Vero (V) o Falso (F).

1. Nel Medioevo l’Italia era già un paese unito.

2. La parola banca viene dal tavolo dei mercanti.

3. Il doge di Venezia restava in carica per dieci anni.

4. L’affresco si dipinge quando l’intonaco è ancora bagnato.

5. Il pianoforte è stato inventato a Venezia.

2. Parole e origini

Abbina ogni parola (1–5) alla sua origine (a–e).

1. banca · 2. alarm · 3. ballot · 4. piano · 5. paparazzi

a) il personaggio di un film · b) il tavolo dei mercanti · c) un grido di guerra · d) le palline per votare · e) uno strumento che suonava “piano e forte”

3. Passato prossimo o imperfetto?

Scegli la forma giusta.

1. Nel Medioevo i mercanti italiani (hanno viaggiato / viaggiavano) ovunque.

2. Nel 1797, con l’arrivo di Napoleone, la Serenissima (è finita / finiva).

3. Michelangelo (ha dipinto / dipingeva) la volta della Cappella Sistina tra il 1508 e il 1512.

4. Alla fine del Cinquecento, a Firenze, un gruppo di musicisti (si riuniva / si è riunito) spesso per discutere di musica.

5. Nel 1960 il film di Fellini (ha avuto / aveva) un successo enorme.

Mostra soluzioni
1. Vero o falso?

1. F · 2. V · 3. F (a vita) · 4. V · 5. F (a Firenze)

2. Parole e origini

1b · 2c · 3d · 4e · 5a

3. Passato prossimo o imperfetto?

1. viaggiavano · 2. è finita · 3. ha dipinto · 4. si riuniva · 5. ha avuto

C1 · Avanzato
Richer vocabulary and longer sentences.

Banca, opera, piano, paparazzi: sono parole che quasi chiunque riconosce. Non si tratta di un caso, né di una semplice moda. Ciascuna di queste parole è approdata in altre lingue in un momento preciso della storia, seguendo le strade di chi la usava: mercanti, artisti, musicisti, registi. Ripercorrerle significa, in fondo, ripercorrere alcune delle stagioni in cui l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano nella vita economica e culturale europea.

Il Medioevo: mercanti e guardie

Tra il Duecento e il Trecento la penisola era tutt’altro che unita: un mosaico di Comuni, signorie e piccoli stati spesso in conflitto tra loro. Eppure alcune città, come Firenze, Genova e Venezia, figuravano tra le più ricche del continente, e il fiorino d’oro fiorentino circolava in mezza Europa.

I mercanti-banchieri italiani si spingevano ovunque: cambiavano valute, concedevano prestiti a sovrani e principi, gestivano traffici su lunghe distanze. Lavoravano spesso all’aperto, dietro a un tavolo, il banco, da cui è derivata la parola banca. A Londra, del resto, Lombard Street deve ancora oggi il suo nome ai mercanti e banchieri dell’Italia settentrionale che vi si erano insediati.

La ricchezza, tuttavia, andava di pari passo con l’insicurezza. All’avvicinarsi del nemico risuonava il grido «All’arme!», che attraverso il francese è passato all’inglese, trasformandosi in alarm. Ogni volta che suona una sveglia, insomma, riecheggia un’esortazione di oltre seicento anni fa.

Venezia: votare con le palline

Un capitolo a parte lo merita Venezia, che per secoli fu una repubblica indipendente, la Serenissima, fino alla sua caduta nel 1797, con l’arrivo di Napoleone. La tradizione fa risalire il primo doge alla fine del VII secolo, anche se gli storici ne dubitano. Al vertice dello Stato non sedeva un re, ma un doge eletto a vita, scelto con una procedura talmente macchinosa da essere diventata leggendaria: un’alternanza di estrazioni a sorte e votazioni pensata per limitare il peso delle grandi famiglie. Lo strumento erano piccole palline, le ballotte. A dare il via a tutto era il cosiddetto ballottino, il primo bambino in cui un consigliere si imbatteva in piazza San Marco. Da quelle palline derivano l’inglese ballot e, in italiano, il termine ballottaggio.

Il Rinascimento: l’arte

Tra Quattrocento e Cinquecento l’Italia diventò il laboratorio artistico d’Europa. Accanto a Leonardo, Michelangelo e Raffaello lavorava una schiera di pittori, e non pochi artisti stranieri scendevano nella penisola per formarsi. Al ritorno portavano con sé tecniche, modelli e, inevitabilmente, parole.

È il caso di affresco, la pittura stesa direttamente sull’intonaco ancora umido: il colore, fissandosi mentre l’intonaco asciuga, si lega al muro e resiste per secoli. La volta della Cappella Sistina, affrescata da Michelangelo tra il 1508 e il 1512, ne è forse l’esempio più celebre. Lo stesso vale per chiaroscuro, la modulazione di luce e ombra che dà volume alle figure: un termine che la critica d’arte internazionale usa tuttora senza tradurlo.

La musica: dall’opera al pianoforte

Negli ultimi decenni del Cinquecento, a Firenze, un circolo di musicisti, poeti e umanisti, la Camerata fiorentina, si riuniva prima in casa di Giovanni de’ Bardi e poi presso Jacopo Corsi. Al centro delle discussioni c’erano la musica dell’antica Grecia e l’idea di un canto che rendesse intelligibile ogni parola del testo. In quel clima nacquero le prime opere di Jacopo Peri, tra cui l’Euridice del 1600: era l’inizio di un genere destinato a una fortuna straordinaria. Curiosamente, in italiano la parola opera significa soltanto “lavoro”, “opera d’arte”; altrove ha finito per indicare solo quello spettacolo.

Un secolo più tardi, ancora a Firenze, Bartolomeo Cristofori, costruttore di strumenti al servizio dei Medici, mise a punto il “gravicembalo col piano e forte”. Il nome ne riassumeva la novità: a differenza del clavicembalo, lo strumento permetteva di variare l’intensità del suono a seconda della pressione sui tasti. Il nome si accorciò presto in pianoforte e, in molte lingue, in piano. E ancora oggi gli spartiti di tutto il mondo parlano italiano: allegro, adagio, crescendo.

Il Novecento: il cinema

L’ultimo esempio è più recente. Nel 1960 esce La dolce vita di Federico Fellini, ritratto della mondanità romana di via Veneto. Accanto al protagonista, interpretato da Marcello Mastroianni, si muove un fotografo sempre a caccia dello scatto rubato: si chiama Paparazzo. Pare che Fellini avesse preso il cognome da un libro di viaggi dello scrittore inglese George Gissing, in cui apparteneva a un albergatore calabrese. Il successo del film fu tale che il nome proprio diventò presto un nome comune, in italiano come in decine di altre lingue.

Una lingua “geniale”

Non è un caso che se ne parli proprio ora: dal 19 al 25 ottobre si celebra la Settimana della lingua italiana nel mondo, che quest’anno ha per tema “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”. Le parole di cui abbiamo parlato ne sono una prova concreta. E nella tua lingua, quali parole italiane sopravvivono, magari senza che nessuno ricordi più da dove vengono?

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Glossario · Glossary

insediarsi = to settle
l’esortazione = call, exhortation
macchinoso = convoluted
imbattersi in = to come across
la schiera = host, large group
intelligibile = intelligible, clear
mettere a punto = to perfect, develop
la mondanità = high society life
lo scatto = shot, snapshot

Mettiti alla prova

Esercizi

1. Il connettivo giusto

Completa con: eppure · del resto · tuttavia · a differenza del · curiosamente

1. La penisola era divisa; __________ alcune città erano tra le più ricche d’Europa.

2. __________ clavicembalo, il nuovo strumento permetteva di variare l’intensità del suono.

3. La ricchezza, __________, andava di pari passo con l’insicurezza.

4. __________, in italiano opera significa soltanto “lavoro”.

5. A Londra, __________, Lombard Street deve il suo nome ai mercanti italiani.

2. Espressioni e significati

Abbina ogni espressione (1–5) al suo significato (a–e).

1. andare di pari passo con · 2. imbattersi in · 3. mettere a punto · 4. essere a caccia di · 5. tutt’altro che

a) incontrare per caso · b) sviluppare, perfezionare · c) cercare con insistenza · d) per niente, affatto · e) procedere insieme a

3. La forma del verbo

Completa con la forma corretta del verbo tra parentesi.

1. I membri della Camerata cercavano un canto che __________ (rendere) chiara ogni parola.

2. Pare che Fellini __________ (prendere) il cognome da un libro di viaggi.

3. Non è un caso che se ne __________ (parlare) proprio ora.

4. La procedura era complicata perché nessuno __________ (potere) controllare l’elezione.

5. È probabile che molti non __________ (sapere) da dove vengono queste parole.

Mostra soluzioni
1. Il connettivo giusto

1. eppure · 2. A differenza del · 3. tuttavia · 4. Curiosamente · 5. del resto

2. Espressioni e significati

1e · 2a · 3b · 4c · 5d

3. La forma del verbo

1. rendesse · 2. avesse preso · 3. parli · 4. potesse · 5. sappiano


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